Ancora noi.

Ti penso sempre prima di dormire…perché è  come darti la buonanotte. Come il bacio prima di dormire o una carezza sul tuo volto stanco. Un abbraccio, il mio viso sul tuo petto come quando mi stringi e mi dici che vuoi sentire il mio respiro. E allora oltre il respiro sento il battito del tuo cuore…unito al mio. Mi chiedo dove sei stato tutti questi anni e mi rispondo che probabilmente non eravamo pronti. Tu troppo preso dalle gonnelline ed io troppo presa da quella libertà  che per molto tempo mi è  mancata. Dicevi bene l’altra sera…la voglia di trasgredire…ma dopo che vivi per anni come gli uomini, quando  credi di poter vivere rapporti superficiali , veloci senza mettere troppo cuore…alla fine ti rendi conto che sicuramente  certe emozioni sono scariche di adrenalina pura ma che bruciano rapidamente. Non so bene quando mi sono innamorata di te, forse non voglio dirlo ma l’ altra sera quando piangevo tu non hai avuto paura, anzi ti sei fatto carico delle mie debolezze e mi hai detto che ci sei….nonostante i limiti …nonostante tutto e ho sentito  quanto mi vuoi bene, ho sentito un esplosione di dolcezza e calore che mi avvolge, che mi fa sentire protetta, che mi fa sentire tua, anche se a volte ti tiri un po indietro cercando di dare forse meno peso…

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È persa la via…

Il treno da cui dovevo saltare in corsa ha deragliato ed io con lui. Ci siamo ritrovati per poco. Una nelle braccia dell’ altro. Pensavo fosse una cosa speciale  ma adesso comincio a pensare che per lui sia la prassi. Io non mi accontento a far la figurina nell’album. Io sono io. Io seppur con dei limiti che rispetto…voglio molto di più, e se non posso averlo…allora mollo la presa.

Esatto! o tutto ciò  che può  darmi o nulla. La variabile  è  capire che probabilmente non vuole farlo. Lui vuole quel poco che evidentemente gli basta. Ma a me no!  Al momento pit stop. Forse il treno non partira’ più…

A casa…

È  stato bello questo salto a casa.

Da troppo tempo mi mancava. Abitando in città  diverse la quotidianità  purtroppo o per fortuna manca.

Ma stasera è  stato avvolgente. Il tuo profumo , le tue mani…la dolcezza che ti contraddistingue quando mi tocchi.

Dopo cena mi hai detto di prendere l’aspirina per questo raffreddore che comincia a farsi sentire. Questa frase mi ha fatto pensare…ho pensato che ti prendi cura  di me. Dalla mia salute …Della mia felicità…

Il tuo nome.

Stamattina mentre dormivo ancora, ho sentito qualcuno chiamarti.

Eri sotto casa mia, insieme agli operai. Pensavi di vedermi uscire di casa per andare al lavoro, certo non sapevi che oggi ero a casa di riposo.

Mi sono svegliata sentendo la tua voce rispondere e subito mi è  venuto in mente a quando mi hai detto che hai un bel nome…un nome che ti piace.

Adesso che non voglio più  chiamarti ci penso e ammetto che hai ragione. Il tuo è  proprio un bel nome e subito come una sciocchina lo accosto al mio.

Chissà  se riesci a dormire…

Saltare giù dal treno in corsa.

 

È  quello che provo!

La paura che l’impatto col suolo faccia tanto male…ma se non salto il treno si schiantera’. Non ho scelta.

Devo farlo adesso.

Quel tuo passato mi rende cosi fragile, triste,  a tratti incontrollabile. Eppure il passato è  passato. Non lo so cosa mi succede…forse il ciclo fa impazzire anche gli ultimi neuroni che sembravano ancora in forma.

Non lo sopporto…non sopporto l’idea di te con le altre donne, anche perché,  parliamoci chiaro, non sono 10 oppure 20…impazzisco e impazzisce il cuore, la mente, il corpo. Mi ci vorrebbe una bella corsa anche perché  il pianto di oggi non ha portato via molto se non il pensiero di noi due.

Quello non c’è  più perché  devo mettermi al riparo…battere la ritirata e portare casa il minor numero di danni possibile.

Eterna…

Eternamente in sovvrapensiero. Sempre dentro me. Ho cercato di accantonarlo il pensiero di te, perché  se provo a non pensarti mi torni indietro come un boomerang. Ripenso sempre a quando hai detto che ti ho circondato di filo spinato e bloccato per non farti piu avviccinare a me. Ed è  vero…com’è  vero che sei riuscito ad  aprire un piccolo spiraglio e nonostante il filo spinato hai voluto saltare verso me e ti sei strappato. Quando mi hai abbracciato ho sentito tutto il tuo malessere  battere col mio. Devo tornare a casa ti ho detto e tu hai risposto che lo sono. Che mi lasci libera…ma è  la mia mente che non è  libera perché  ho risposto che a volte quella casa avrei voluto fossi tu…