40

ioElaborare un lutto è stato più semplice che elaborare la perdita di un’amicizia.

Nella prima è arrivata la rassegnazione, e forse la consapevolezza che chiudere una situazione di salute che peggiorava ogni giorno di più senza riuscire a vedere ed ottenere dei miglioramenti, alla fine la dipartita sarebbe  stata solo una situazione di allontanamento obbligatorio.

Invece quando un’amica si allontana, solo perchè adesso non rientriamo più tra le sue priorità, la situazione si fà più grande di quanto potessimo immagginare. O almeno è questo quello che è successo a me.

Ma in verità la cosa che più mi frega nei rapporti umani è l’aspettativa. E credetemi anche se ci ho provato, non è facile aspettarsi il nulla da chi un tempo era sempre accanto a te.

Eppure ho superato mancanze ancora più importanti o forse è solo il dolore troppo recente che mi fa porre le altre questioni in secondo piano.

Accettare e superare e ancora…perdonare, perdonarmi per la separazione da mio marito, colui che amavo più di ogni persona al mondo, pensavo mi avesse insegnato o per lo meno preparato a futuri ed eventuali abbandoni. Invece avevo solo meditato che gli abbandoni da parte degli uomini fossero cosa Normale, che poteva succedere, invece un’abbandono da parte della mia migliore amica non me l’aspettavo.Non ero pronta.

Giorno 10 sono arrivati i miei 40 anni.

Il mio compagno impegnato con il lavoro e  sua figlia, quindi festeggieremo  il prox week end, ma lei è qui, vive a 200m da casa mia. Ebbene, è bastata una telefonata e una frase carina su whatapp, ma di lei, della sua presenza, di un caffè con lei, nessuna traccia.

Forse arrivare a 40 significa proprio questo, un bilancio che lascia indietro persone conosciute da una vita ma che privilegia una bella ma recente storia d’amore.

Ho perso tanti rapporti strada facendo ma sono ancora qui,con mia figlia, con il mio compagno, con mia madre che per tanti anni ho cercato di far ragionare ma che alla fine accetto per quello che è…e con tanti amici che su fb fanno a gara per farmi gli auguri.

Pensiero vagante.

Ci sono pensieri che mai vorrei condividere, ma che provocano ferite laceranti. Quando vogliamo bene ad una persona diamo un peso alle sue parole…sopratutto gli diamo il potere di ferirci. E giuro che non vorrei mai farmi ferire.

Per nulla incline ai cambiamenti.

​Cosi abituata alla solitudine che non riesco ad essere allegra per un’uscita con la famosa ex migliore amica. Sono passati 10 mesi da quando si è fidanzata. Per i primi mesi ho cercato di rincorrerla, di “riprendermela”….poi ho cominciato ad accettare il cambiamento. Più che accettare ho cominciato ad elaborarlo. Come fosse quasi un lutto…o uno dei tanti abbandoni che ho dato e ricevuto. Certo è dura dopo 26 anni di amicizia. Lei era il sentimento che pensavo non sarebbe mai cambiato. Quando ripensavo ad amicizie perse, credevo che con lei non sarebbe mai successo ed invece …

Il gatto che si morde la coda.

​A volte, o a dir il vero quasi sempre, gli eventi precipitano e ci trascinano  dove non ci aspettiamo.

Non è facile gestire il cuore… Veramente non è il cuore il problema, ma la mente.

Le storie che nascono quasi per errore, e che inaspettatamente crescono anziché fermarsi solo dopo qualche incontro. Allora cominci a pensare che vorresti e che anche lui vorrebbe qualcosa in più, ma come intrecci la tua vita con la sua se 100 km li dividono. E non sono le distanze materiali quelle che mi terrorizzano, ma il dover lasciare una mamma rimasta vedova, un fratello che vedrei pochissimo se decidessi di spostarmi, e togliere a mia figlia gli amici. 

Una stretta al cuore, un sussulto, sembra angoscia quella che mi assale quando ci penso. Ma a 40 anni si può ancora vivere alla giornata?

i giorni dell’abbandono.

Credo d’esser rimasta una delle poche credulone al mondo…già, sono una di quelle persone che credono a tutto quello che gli vien detto dalle persone a cui vogliono bene e di cui di fidano.

Eppure la vita mi ha dimostrato tante volte che …fidarsi è bene, ma non farlo  è meglio ancora, ma la mia mente e il mio cuore non imparano mai.

Dopo la presa di coscienza per la separazione, pensavo che non avrei più creduto a nulla… Ma se ripenso a Luca il mio cuore batte forte e la mente si rimprovera per esser stata tanto sciocca. Avevo creduto al suo amore, che mi volesse bene, ma chi ama non abbandona e lui l’ha fatto. Chissà se gli manco…

Ma non solo l’amore tradisce, anche l’amicizia. Si quelle amiche con cui hai condiviso tanto… Amiche dai tempi di scuola, praticamente una vita. Quelle amiche che credi ci saranno sempre. E poi arriva lui, che la travolge a tal punto da non farle più venir voglia di stare con le amiche e le parole, le promesse di stare ognuna nella vita dell’altra per sempre…Adesso quelle parole sono solo parole, buttate li, dette forse per caso…mi chiedo come si possa cambiare fino a tal punto? Al punto di poter fare a meno di tutte quelle persone che fino a sei mesi fa erano parte della tua vita…mah!

E poi devi fare i conti con la morte, quella che in 45 giorni ti fa incontrare il dolore e ti strappa via tuo padre. E anche se so che è il ciclo della vita, è difficile da accettare. E questa assenza sempre presente fa un rumore silente che  pochi possono comprendere…

Come dice Vasco adesso, siamo passati da un  “Siamo solo noi”, ad un “Siamo soli”.

Assenza.

Credo che mi mancherai ancora di più. Più di martedi, quando non ho fatto in tempo a salutarti, a lasciarti partire. In effetti lo sapevo che il viaggio sarebbe arrivato…certo non pensavo così presto. E ti ho salutato lunedì sera, come tutti i giorni, come tutti quei 45 giorni in ospedale, dicendo  “a domani papà”. Ma  martedì non è stato semplice…ho cercato di arrivare in tempo, ma evidentemente doveva andare così. E meno male che nei giorni prima son riuscita a stringerti la mano e a dirti quel tvb trattenuto per troppo tempo. Buon viaggio papà mio.

Essenza

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Forse è vero che i giorni tristi arrivino per ricordarci di quanto siamo fortunati ma scontenti. Sempre alla ricerca di un po di serenità, di felicità…
Come se fossero stati d’ animo e non sensazioni millesimali che durano un battito d’ ali.
Morelli dice che la felicità vive dentro di noi e che anche nei momenti più  bui lei sia sempre li. Come fosse una piccola isola su cui approdare quando non sappiamo piu dove andare. E in questi giorni o meglio in queste tre settimane il tempo sembra si sia arreso. Se da un lato penso che son passati 21 giorni mi chiedo come io non sia ancora crollata, forse perché so che il viaggio è ancora lungo.
La mattina mi ritrovo quella voragine allo stomaco che mi vorrebbe veder nascosta sotto le lenzuola, inerme. Invece la ricaccio dentro e mi alzo di corsa. Ieri sera ho trovato 5 minuti per guardarmi allo specchio…per raccontarmi che tutto andrà bene….o per lo meno andrà come
deve andare. Coraggio.